
Ok, l'altro giorno sono andato a vedere la presentazione di un libro di un importante scrittore il quale veniva intervistato da un altro scrittore un po' meno importante.
Per l'intervistatore nutro un certo rispetto di base anche se devo ammettere che durante quell'oretta ha fatto di tutto per scalfire l'immagine che ho di lui.
Incominciò malissimo, la prima domanda fu: "Lei è uno scrittore di tale genere letterario ma secondo me lei scrive dei romanzi di quest'altro genere letterario" (non vi dò troppi indizi se no capite subito di chi sto parlando). Lo scrittore presentato, nonostante il lungo viaggio promozionale che lo aveva trascinato da un continente all'altro, fu così educato da non mandarlo a quel paese e cercò di rispondere come meglio poteva.
Questo tipo di domande si definiscono "domande da furbone", mentre le fa, l'intervistatore pensa di essere un genio e crede sia lecito far sapere a tutti quanto sensibile ed intelligente sia.
Appare ovvio che in qualsiasi produzione umana ognuno coglie quello che gli pare ma non è detto che tutti la vedano come te e ciò vale soprattutto per colui che l'ha creata. Puoi pensare che la Divina Commedia sia una lunga lettera d'amore, ma può essere mille altre cose se sei in cerca di un genere da affibbiarle; oppure puoi vedere gli escrementi come se fossero del concime, fai come ti pare, ma ti dirò un segreto: puzzano lo stesso







