sabato 6 febbraio 2010

domande che odio


Ok, l'altro giorno sono andato a vedere la presentazione di un libro di un importante scrittore il quale veniva intervistato da un altro scrittore un po' meno importante.
Per l'intervistatore nutro un certo rispetto di base anche se devo ammettere che durante quell'oretta ha fatto di tutto per scalfire l'immagine che ho di lui.
Incominciò malissimo, la prima domanda fu: "Lei è uno scrittore di tale genere letterario ma secondo me lei scrive dei romanzi di quest'altro genere letterario" (non vi dò troppi indizi se no capite subito di chi sto parlando). Lo scrittore presentato, nonostante il lungo viaggio promozionale che lo aveva trascinato da un continente all'altro, fu così educato da non mandarlo a quel paese e cercò di rispondere come meglio poteva.
Questo tipo di domande si definiscono "domande da furbone", mentre le fa, l'intervistatore pensa di essere un genio e crede sia lecito far sapere a tutti quanto sensibile ed intelligente sia.
Appare ovvio che in qualsiasi produzione umana ognuno coglie quello che gli pare ma non è detto che tutti la vedano come te e ciò vale soprattutto per colui che l'ha creata. Puoi pensare che la Divina Commedia sia una lunga lettera d'amore, ma può essere mille altre cose se sei in cerca di un genere da affibbiarle; oppure puoi vedere gli escrementi come se fossero del concime, fai come ti pare, ma ti dirò un segreto: puzzano lo stesso

martedì 26 gennaio 2010

a volte ritorno


Questa volta dall'ultimo post è passato un sacco di tempo. Vi prego di scusarmi.
In realtà non è che fossi a corto di argomenti, o non avessi niente da dire; è stato un periodo pieno di molte cose che mi giravano per la testa, forse erano troppe e troppo confuse per poter essere messe per iscritto.
Ritornando a noi e alle discussioni che solitamente si affrontano in questo blog vi darò qualche news: ho iniziato un paio di collaborazioni con persone appartenenti a settori lavorativi a me differenti e spero di potervi farvi vedere a breve i risultati di queste esperienze.
Ho imparato anche un paio di cose sul lavorare in parallelo allo stesso progetto:
- è fondamentale condividere il fine e lo stesso grado di entusiasmo
- bisogna avere un rispetto sincero per il lavoro altrui
- è necessario un grado culturale e intellettuale molto simile a quello del proprio collaboratore

dopo queste ovvietà vi dico soltanto che l'immagine che vedete sopra è una proposta di logo che mi è stata cassata, peccato, a me piaceva.

martedì 1 dicembre 2009

information should be beautiful



C'è un errore che si protrae da diverso tempo, probabilmente da un secolo o due, quello di aver separato, nella mentalità comune, le scienze umanistiche da quelle matematiche. Il fatto che, esemplificando, arte e scienza appaiano come due mondi separati sia un retaggio della cultura positivista o ottocentesca poco importa; importa, al contrario, che la realtà sia ben diversa ma per l'opinione comune queste materie rimangono incociliabili. Scienza ed arte nella realtà dei fatti sono sempre andate a braccetto, la base di partenza per entrambe è sempre la realtà ed il mondo, difatti se il matematico Odifreddi fa spettacoli teatrali e riempie le sale un motivo c'è.
Sul lavoro mi trovo spesso a confrontarmi su quello che precedentemente ho definito come opinione comune, lavorando per un agenzia che si occupa principalmente di comunicazione scientifica, spesso mi ritrovo a fare del "data-design", e spesso mi trovo nelle condizioni di convincere l'eventuale cliente di muoversi verso un orizzonte più estetizzante. Il dato, qualunque esso sia, merita una dimensione estetica, non tanto per sembrare più figo ma soprattutto per essere compreso, ricordato e chiarificato. A questo proposito vi consiglio un bel blog, per me una continua fonte d'ispirazione, Information is beautiful.

giovedì 5 novembre 2009

a che punto è la notte?



Salve a tutti e perdonatemi per la lunga assenza. Qualche settimana fa un mio amico mi ha lasciato un bel commento per il post precedente. Gli ho già risposto privatamente ma mi sembrava interesante farvi vedere la mia opinione.
In sintesi si ragionava su problemi relativi all'illustrazione e le "nuove" tecnologie.
Ecco la mia risposta:
"la mia opinione è che ognuno debba fare quello che gli viene meglio e poi trovare il modo di adattarlo allo standard generale. Che sia facile non è detto ma bisogna sempre tener presenti le modifiche che negli anni incorrono i media. Ciò non vuol dire che fare qualcosa di completamente retrodatato non sia altamente comunicativo. Credo che bisogni sapersi muovere ed evitare di pretendere che il mondo debba chinarsi ai nostri metodi di comunicazione. almeno questa è la mia umile opinione di grafico pubblicitario."

venerdì 2 ottobre 2009

Warren Ellis si merita un po' di pubblicità

Con mio sommo piacere vi annuncio, miei cari lettori, dell'uscita del primo romanzo di Warren Ellis: "Con tanta benzina in vena", edito da Elliot Edizioni. La storia non ve la racconto, sappiate solo che è una summa dei temi e degli aneddotti cari a questo scrittore.
Per chi non lo conoscesse, Ellis è uno dei più importanti autori di comics anglofoni, inventore di serie straordinarie, Transmetropolitan avrebbe fatto invidia a Bertlold Brecht, sperimentatore di innovative strategie di comunicazione (uno dei primi autori a pubblicizzarsi mediante social network) e prolificissimo scrittore.
Leggere Ellis sembra di avere sottomano un libro di un William Burroughs che per qualche secondo ha lasciato perdere l'eroina; il tuo cervello viene continuamente punzecchiato da scariche di acida intelligenza ed a un certo punto ti accorgi che ha subito una irreversibile e tremenda mutazione.
Altro motivo per cui in questo blog vi parlo di Ellis riguarda il suo metodo di ricerca delle informazioni. Ellis prende e cataloga tutto quello che si trova apassare sotto i suoi occhi, se è strano o malato, tanto meglio; è uno scrittore e come chiunque abbia a che fare con la comunicazione, che sia un illustratore o un grafico deve essere presente nel mondo e riconoscerne i meccanismi.
A questo proposito, Ellis ha un blog fantastico, andate a visitarlo.

mercoledì 23 settembre 2009

F.U.Q. frequently unaswered questions


Ma che significa? cosa volevi dire con questo disegno?
Tale domanda, e le sue svariate declinazioni, spesso mi procurano un certo imbarazzo. Naturalmente il più delle volte non so rispondere, oppure inizio un'incerta spiegazione e per mascherare la mancanza di una mia spiegazione abbasso sempre di più la voce fino a muovere le labbra senza proferire alcun suono.
Onestamente non so che dire, molte mie immagini nascono per illustrare un tema proposto e naturalmente ognuno utilizza il proprio dizionario in tale operazione e quindi quello che ci si mette in più non è poi così poco, anzi ne diventa la sussistenza.
"Illustrare" e "tradurre" a volte non sono termini corretti.
Immaginate di guardare un film straniero doppiato, e poi guardatelo in originale. Al di là dei giudizi di valore che ognuno liberamente può fare, è pleonastico affermare che il film cambia completamente, si divide in due opere differenti: il doppiatore aggiunge la sua voce, nella sua voce ci sono tutti gli accidenti del momento, un po' di influenza, il microfono usato, il fonico... ci sono i suoi modi di sentire la scena, la sua capacità recitativa, se quello che sta facendo gli piace o interessa, etc...
Al posto di "illustrare" e "tradurre" a volte sarebbe più consono usare il termine "interpretare", quindi non chiedetemi cosa ho voluto dire attraverso quel disegno, c'è qualcosa di me e di quel particolar momento in cui l'ho eseguito che proprio non riesco a spiegarvi.

(naturalmente tutto questo era già presente nel "Pierre Menard, autore del Chisciotte" di J. L. Borges)

martedì 8 settembre 2009

21st Century Schizoid Man

I frequentatori di questo blog avranno notato che nelle immagini che corredano i post si alternano almeno due differenti stili. Dopo lunghe riflessioni estive accompagnate da copiose sudate sulla riva del mare ne ho preso conoscenza e ammesso finalmente me stesso di essere un tantino schizofrenico. Solitamente gli illustratori scelgono un'unica linea grafica per ragioni di immagine e riconoscibilità. Bè da parte mia preferisco mantenere entrambe poichè sono fondamentalmente un instabile (insomma sarò libero di fare come c@%%0 mi pare?).
Quindi da oggi nasceranno due nuove etichette per la mia produzione: l'AM prod. riguarderà tutte le mie creazioni più grafiche, impostate sul rapporto linea/colore; mentre The Zezè way conterrà immagini ricavate da fotomontaggi.
Lentamente aggiornerò sotto le due etichette le immagini postate precedentemente.
See you soon guys!